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piantina

GIOVEDÌ 29 SETTEMBRE 2022  E GIOVEDÌ 6 OTTOBRE

due INCONTRi DI FORMAZIONE SUL TEMA DELLE FORME

 
La riflessione sulle “Forme” che abbiamo organizzato on line con Pino Polistena, autore del libro “La politica, questa sconosciuta” giovedì 29 settembre dalle 18 alle 20 e giovedì 6 ottobre sempre alle ore 18, non è mera accademia anche se è un momento di consapevolezza culturale.
In realtà in tutto il mondo ci sono segni di un degrado che non riguarda le persone o solo le persone. Per questo è molto importante recuperare tutta la tradizione che ha messo l’accento su un altro livello, importante quanto quello delle persone, che è il livello delle “forme” (che non sono umane nè personali anche se sono attivate dalle persone).
In questo senso la consapevolezza dell’azione delle forme ci mette in condizione di capire un po’ di più i meccanismi e le vicende delle nostre società.
In un certo senso è una questione di sopravvivenza: le generazioni che verranno, specialmente quella dei bambini di oggi, dovranno cercare di fermare un degrado che è stato attivato da meccanismi patologici presenti nelle istituzioni di tutto il mondo e che riguarda specialmente le forme.
Un lavoro culturale è un lavoro di pazienza e umiltà, una ricerca che cerca un metodo col senso del limite dei nostri strumenti concettuali.
Il link per partecipare il 29 settembre è http://meet.google.com/kui-kzpd-iex
Il link per partecipare il 6 ottobre é … a breve sarà aggiornato.

 

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ATTENZIONE! Cogliamo l’occasione del 25 settembre per protestare contro il Rosatellum per una legge elettorale rispettosa della Costituzione

Il 25 settembre, sia chi ha deciso di votare che chi ha deciso di astenersi, con una semplice procedura legale e nonviolenta prevista dalle norme vigenti, può far verbalizzare al suo seggio una protesta/reclamo. Al punto 1.2 delle ATTIVITA si trova tutto il materiale per agire (istruzioni, modulo per il  reclamo da presentare al seggio e fac simile di Invito a protestare personalizzabile da inviare ai propri contatti).

ATTENZIONE Integrazione del 25 set 2022 Ci dicono che in qualche seggio c’è un po’ di resistenza alla verbalizzazione della protesta.  Molti hanni risolto invitando il segretario a chiamare l’ufficio elettorale che certamente dirà che la protesta da parte dell’elettore/elettrice è legittima. Portatevi le istruzioni in cui sono citati gli articoli di legge che dimostrano la legalità dell’iniziativa. E’ opportuno restare per vedere che il segretario abbia firmato la verbalizzazione della vostra protesta. Non vi devono lasciare alcuna ricevuta. Fine dell’integrazione

Questa iniziativa nasce dal fatto che il 25 settembre andremo a votare con il cosiddetto “Rosatellum”, una legge elettorale che consideriamo per alcuni aspetti ingannevole e incostituzionale perché:

  • impedisce di scegliere i propri candidati a causa delle liste bloccate;

  • impedisce il voto disgiunto, per cui chi vota una lista bloccata di partito vota obbligatoriamente anche il candidato uninominale collegato che potrebbe non essergli gradito o, nel caso delle coalizioni, potrebbe appartenere a un partito che non vorrebbe rafforzare; invece, chi vota solo il candidato uninominale, automaticamente vota anche tutte le liste a esso collegato;

  • privilegia alcune minoranze linguistiche discriminandone altre;

  • discrimina i territori rendendo diseguale l’effetto del voto, il voto espresso in Calabria vale quasi la metà del voto espresso in Trentino-Alto Adige

  • è incomprensibile per la cittadinanza che invece ha il diritto di capire

Molti cittadini e cittadine hanno già presentato numerosi ricorsi contro il Rosatellum in vari Tribunali per chiedere che la Corte Costituzionale si pronunci in merito ma, in attesa di conoscerne l’esito, dobbiamo comunque fare qualcosa già il giorno del voto.

Tutti i reclami presentati ai seggi saranno infatti inviati alle Giunte per le Elezioni di Camera e Senato che dovranno esaminarli con la facoltà di sottomettere la questione direttamente alla Corte Costituzionale.

La Rete per la politicità sociale (RPS) promuove questa campagna perché ritiene importante invitare la cittadinanza a protestare contro l’attuale legge elettorale ricordando comunque che anche la miglior legge elettorale non permetterebbe di risanare il sistema istituzionale italiano affetto da gravissime patologie. Tra queste citiamo: il fatto che la medesima persona ricopra ruoli dirigenziali in un partito e contemporaneamente rivesta cariche nelle istituzioni, il fatto che una persona possa considerare la politica come il “normale lavoro” della sua vita, il fatto che manchino luoghi dove espletare la politicità sociale. Tutto ciò è ben argomentato qui unitamente ad alcuni suggerimenti. Il vero motivo per cui da decenni non risolviamo i problemi dell’Italia sta nel modo in cui è organizzata la macchina politico-amministrativa.

Occorre dedicare attenzione alle forme (le regole) prima di parlare di contenuti (i programmi)! Detto in altre parole, fare programmi elettorali senza preoccuparsi di come funziona la macchina istituzionale è come programmare un viaggio in 50 città senza preoccuparsi di verificare che l’auto che utilizzeremo sia adatta allo scopo e sia in ordine.

ADERISCI A QUESTA INIZIATIVA DI PROTESTA, LEGALE E PACIFICA:

VA AL TUO SEGGIO E PRESENTA IL RECLAMO!

Per chiarimenti: info@reteperlapoliticitasociale.org

Per restare in contatto registrati su www.reteperlapoliticitasociale.org

 

 

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Giovedì 7 luglio ore 21

Riunione pubblica della Rete per la politicità sociale rivolta soprattutto a referenti di associazioni, gruppi, reti, comitati e liste civiche. Si tratterà di un incontro paritetico per conoscersi e valutare possibili ambiti di lavoro comune.

Il link è https://us02web.zoom.us/j/87290752901?pwd=dD8Mj18_vQiJrkKXN839jdT_pz8wXO.1

Giovedì 9 giugno ore 10.30

Flash mob a Milano per una legge elettorale costituzionale

Comunicato stampa

Il 9 giugno dalle 10.30 alle 14 la Rete per la politicità sociale organizza un flash mob a Milano per chiedere una legge elettorale che garantisca la rappresentanza. Punto di ritrovo piazza Cairoli davanti al castello sforzesco.

Un enorme pollo con altri otto cittadini e cittadine sosterranno le lettere che compongono la parola “POLLITICA”. Una delle L sarà barrata per far capire che gli italiani e le italiane non ne possono più di essere trattati come polli e vogliono POLITICA, quella prevista dalla Costituzione.

Una nazione che si dice democratica, in occasione delle elezioni, deve riconoscere il diritto costituzionale degli elettori e delle elettrici di poter scegliere i candidati che preferiscono: questo non succede da 20 anni.

Basta con i parlamenti costituiti dalle segreterie dei partiti!

La Rete per la Politicità Sociale, è una organizzazione a rete, orizzontale, aperta a persone, movimenti politici e associazioni della società civile. E’ convinta che la politica, così come la conosciamo, è affetta da gravi patologie e quindi NON PUO’ FUNZIONARE, ovvero non può dare soluzioni a quei problemi che la politica trascina da decenni.

La Rete per la Politicità Sociale é impegnata a diffondere cultura civica e intende modificare le attuali forme della politica per consentire ai cittadini e alle cittadine di tornare ad essere protagonisti della propria vita. La RPS ritiene indispensabile una informazione libera, una migliore educazione civica nelle scuole di tutti i livelli, una nuova legge che normi i partiti che devono tornare ad essere le sedi in cui i cittadini e le cittadine possano tornare a fare politica ovvero informarsi, discutere, fare programmi, selezionare i candidati alle cariche elettive e fare campagne elettorali.

Fine comunicato

 
 

Perché una “Rete per la politicità sociale”

Tutt* criticano la politica e chi la fa, tutt* sono scontent* di come é ridotta la democrazia in Italia. C’è un però…

Siamo tutt* talmente immers*  in queste istituzioni e abituat* a queste modalità di fare politica che non siamo quasi più in grado di immaginare modalità o forme diverse. Siamo capaci di vedere problemi e prospettare soluzioni, ma nessuno ci ha mai spiegato in maniera organica perché con gli attuali modi di fare politica le soluzioni, per quanto ovvie e sensate, raramente vengono ascoltate da chi dovrebbe poi legiferare.

La Rete prende le mosse dal documento “Politicità sociale: le nuove frontiere della politica” scritto recentemente da Pino Polistena (*), studioso delle forme della politica e fondatore del Centro studi “Forme e riforme” (www.formeeriforme.it).

Il gruppo promotore ha deciso di rivolgersi a tutti e tutte, indipendentemente dal colore politico, perché il fulcro del cambiamento sta nella attivazione della politicità sociale, intesa come l’insieme di luoghi e strumenti indispensabili alla società civile per formarsi, confrontarsi, esprimere le proprie istanze e proposte ridando in questo modo senso e concretezza alla sovranità popolare prevista dalla Costituzione.

La Rete sarà organizzata in modo orizzontale, sarà rispettosa delle specificità di ognuno/a  e le decisioni saranno assunte  con il metodo del consenso ovvero “si lavora su ciò che unisce e si continua a discutere su ciò che divide”.

Inoltre è una opportunità per entrare in rete con altri gruppi, associazioni e liste civiche veraci per cercare di raggiungere una massa critica in grado di influenzare meglio le istituzioni.

Specifichiamo che la Rete per la politicità sociale non intende diventare un partito. Vuole creare massa critica per fare con più efficacia campagne di interesse comune e vuole dare agli aderenti e alle aderenti la formazione necessaria per imparare ad usare meglio la politica, migliorandola dal punto di vista della politicità sociale.

(*) Giuseppe Polistena – Laureato in filosofia. Fondatore della rivista filosofico-letteraria “Malvagia” ha partecipato alla formazione del partito verde ricoprendo la carica di coordinatore nazionale e di portavoce regionale. Uscito dal partito dopo l’eliminazione delle regole statutarie degli esordi che lo rendevano un arcipelago reale, ha iniziato un lavoro di ricerca filosofica sulle forme politiche costituendo vari gruppi di impegno culturale e civile tra cui “www.formeeriforme.it“.
Continua a svolgere la professione di preside a Milano.

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